martedì 30 novembre 2010

I segreti di Wikileaks



Mandato di cattura internazionale a carico di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, il sito che ha diffuso i documenti della diplomazia. Siamo in grado di rivelare il suo travestimento per sfuggire all'Interpol. Eccolo.

lunedì 29 novembre 2010

I cattolici e la televisione

Se è vero che, come dice Fabio Fazio su Repubblica a un osannante Curzio Maltese, il programma "Vieni via con me" è già la televisione del dopo Berlusconi, bisogna ammettere che la situazione dei cattolici,della loro presenza e dei loro valori non migliorerà di molto dal punto di vista dell'informazione televisiva.

Il quadro è abbastanza avvilente: il sistema bipolare televisivo, esattamente come il Parlamento, divide i cattolici in "cattolici di destra" e "cattolici di sinistra", anche quando ci si trova di fronte ai cosiddetti "valori non negoziabili" enunciati dal cardinale Ruini, dal cardinale Bagnasco, dal Papa e da tanti altri esponenti della Chiesa: la dignità della persona umana e i doveri dell'accoglienza, la sacralità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica, la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna. Tali valori sono l’unico fondamento sui cui “si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori”, quali il lavoro, la casa, la libertà d’impresa, l’accoglienza verso gli immigrati, l’ecologia, la lotta all’illegalità, poichè – si è chiesto ad esempio Bagnasco – “quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più debole?”. Del resto non è necessario essere cattolici per difendere certe scelte. Se lo chiedeva anche il padre nobile della sinistra e del pensiero laico Norberto Bobbio: se la sinistra ha come fine difendere i più deboli, cosa c'è di più debole di una vita appena concepita?

Valori non negoziabili. Tutti valori indivisibili che i cattolici, in Parlamento come in Televisione dovrebbero condividere indifferentemente se si è di centrodestra, di centro o di sinistra. Sempre nel rispetto della laicità, beninteso.

E invece no: una trasmissione a mio parere meritoria come "Vieni via con me" quando dà voce a una maestra che legge l'elenco degli sgomberi cui è stata sottoposta una bambina rom di dieci anni, allontanata da scuola per diciassette volte, che parla di legalità, di solidarietà, di accoglienza, di società multietnica, diventa improvvisamente ideologica se si tratta di dar voce a quelle famiglie che chiedono di parlare della sacralità della vita anche quando il proprio congiunto è attaccato a una macchina. "Noi abbiamo raccontato storie", è stata la replica degli autori. Ma perché, queste non sono storie? Si è accettata la replica di un potente ministro che voleva snocciolare i dati del suo governo nella lotta alla criminalità ma non delle famiglie che volevano testimoniare la dignità della vita anche quando versano in condizioni dolorosissime. Forse perché quelle famiglie non avevano dietro un partito?

Dall'altra parte non è che sia molto diverso: si parla di sacralità della vita, si accettano le famiglie "pro vita" ma si parla poco o punto di accoglienza negata, di diritti dei clandestini, di società multietnica.

Del resto in Tv destra e sinistra sembrano proprietà di un ristretto club di politici, opinionisti e giornalisti: sempre quelli, sempre le stesse facce che girano da un programma all'altro, che fingono di scontrarsi in diretta e poi vanno a cena insieme come i ladri di Pisa, scambiandosi affettuosità televisive quando esce un loro libro o devono annunciare un nuovo programma. Perché a loro, anche se parteggiano per "il tiranno" o sono veterocomunisti, un'ospitata non si nega mai. Sublime immagine di un'Italia avvitata su sè stessa. Altro che vieni via con me: vogliono rimanerè lì, nei secoli dei secoli. Se proprio non se ne può fare a meno perché si parla del Papa, degli scandali della Chiesa o di un nuovo santo, allora si piglia uno dei due tre cattolici in servizio permanente effettivo. Dall'altra parte si ricorre al prete di strada che finisce per avvallare l'idea preconcetta di una divisione tra Chiesa di base opposta a Chiesa gerarchica, come se non si trattasse di una stessa Chiesa, di una stessa comunità legata saldamente da fili saldissimi, anche se a volte invisibili. Don Antonio Mazzi, ad esempio, che è un prete di strada vero e sa fare televisione, ma si guarda bene da avallare certi schemi preconcetti e ideologici, quando hanno capito che tipo era non lo hanno più invitato. Non serviva ai loro obiettivi perché sparigliava a destra e sinistra, come dovrebbero fare tutti i cristiani.

L'obiezione a questo punto è che i cattolici dovrebbero smetterla una buona volta di accontentarsi delle briciole di qualche "ospitata" in tv e farsela per proprio conto, la televisione. E qui il discorso si fa ancora più avvilente: a parte qualche esempio luminoso di tv o trasmissioni coi fiocchi (ci sono, pensiamo a Mazzi o a Ravasi), le tv e i programmi tv espressamente cattolici o ispirati a una cultura cattolica sono il più delle volte noiosi, dilettanteschi e bigotti, persino catacombali. Un prelato davanti a telecamera fissa che fa catechismo per due ore, un talk show tra una suora e qualche professorino zelante sulla parità scolastica, l'esibizione di qualche religioso vanesio che non manca mai. E infatti raccolgono quel che si meritano: indici d'ascolto da riunione condominiale. Un panorama davvero desolante.

giovedì 25 novembre 2010

Amaro medicinale Giuliani

- "Dopo mangiato mi prende sempre una certa sonnolenza".
- "Amaro medicinale Giuliani, che stimola la digestione riattivando le funzioni del fegato".

Il nuovo '68

Per dare l'"assalto al cielo" gli studenti salgono sui tetti.

martedì 23 novembre 2010

Napoli

A Napoli è tornata la monnezza, pari pari a prima. Il mare, il sole, la pizza, la monnezza, niente è cambiato: Napul'é tradizione.

lunedì 22 novembre 2010

Casini

Casini propone al Pdl "un governo di armistizio". Chi lo presiede? Badoglio?

domenica 21 novembre 2010

A volte ritornano. O meglio: ritornano sempre

Berlusconi mira al Colle. Ma anche Prodi mira al Colle. Mo veh, davvero credevi di esserti sbarazzato di me, Cavaliere? Non lo sapevi che son democristiano?